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lunedì 6 maggio 2013

Il giorno e la notte


Tutto è dualità: amore e odio, rabbia e compassione, giorno e notte, maschio e femmina, dolce e salato, caldo e freddo, male e bene... fa parte della vita.
Non devo aspettare che tutto sia ingoiato dalle tenebre, devo sapere che esiste quel buio che non fa vedere nulla. Ma con bianchi occhi la Civetta vede la luce. Alla notte segue sempre il giorno. E se durante il giorno ho vissuto apprezzando il calore del sole, durante la notte rifletterò aspettando: ritornerà. E sarà più splendente di prima, ringrazierò l'oscurità per aver creato l'attesa.

martedì 23 aprile 2013

Pillole d’amore


L’idea di un amore eterno che ci è stata inculcata, ti distruggerà la vita. L’amore non è eterno. Nella vita vera tutto è mutevole; anche l’amore vero lo è. (Osho)1

 “Love”: la radice del nome anglosassone viene dal sanscrito lobh e significa “avidità”.
 
La libertà è un valore più alto dell’amore. Se l’amore ti toglie la libertà (anche libertà di guardare ad altri partner, ad esempio) non è amore.  (Osho)1

Amore: dal latino [amare] che sta per [camare], dalla radice indoeuropea [ka] desiderare, amare.
 
L’amore consiste nella coincidenza, nella sincronia del tempo “presente” di due persone che si amano: in uno stesso momento, nello stesso luogo, è importante solo l’ adesso. La disincronia di due amanti è la fonte di tutto il resto: gelosie, drammi, ricerche, rincorse, abbandoni… (A .Baricco)2

In greco antico, una parola sola non bastava per descrivere i vari aspetti dell’amore.
Philia (φιλία) è l'amore di affetto e piacere, ad esempio tra amici.  Eros (έρως), l'
amore sessuale. Pothos è il desiderio verso cui tendiamo, ciò che sogniamo. Stοrge (στοργή) è l'amore d’appartenenza, ad esempio tra parenti e consanguinei. Thelema (θέλημα) è il piacere di fare qualcosa, il desiderio voler fare….

 
L’amore non è un dovere, neanche quello verso i tuoi genitori, sono formalità indette dalla società, che non lasciano l’arbitrio di essere te stesso. Queste formalità, questi doveri, fanno dimenticare che ci sono cose che nella vita attendono di accadere. L’amore dentro te fiorisce spontaneamente se ti abbandoni, se non ti imponi di credere in qualcosa che non conosci. (Osho)1

 
1 liberamente tratto da Innamorarsi dell’amore, Osho

2 liberamente tratto da Palladium lectures, episodio 2


La chiave di lettura di Alessandro Baricco, durante una della sue lezioni e libere divagazioni sull’argomento, mi ha effettivamente dato uno spunto mai considerato: la sincronia. Questo va a confermare anche l’interpretazione “saggia” di Osho, avvalora la tesi per cui l’amore tra due persone non è una costante, non è una cosa che dal momento che la raggiungi la mantieni così com’è (e non c’era bisogno di un mistico per scoprirlo), ma l’idea che questo amore sia una coincidenza di momenti, momenti in cui due persone sono completamente libere di amare nella libertà concessa dall’altro, che si ritrovano e si guardano pensando solo a quel momento, senza i problemi del passato o del futuro, è un’immagine bellissima. E sarebbe impossibile mantenerla nel tempo. Puoi ricrearla, ma non sarà mai costante nel tempo! Sarebbe quasi disumano. E quando ci hanno detto: se oggi non ami più il tuo uomo/donna, è perché in realtà non l'hai mai amato/a.  .... .... ....
Piuttosto, è l’atteggiamento amorevole verso il prossimo e la natura, che possiamo cercare di mantenere costante; questo lo possiamo ottenere solo attraverso la consapevolezza di noi stessi, quel famoso stato “di grazia” che ci rende immuni da preoccupazioni.  Che se non erro, sarebbe quella virtù fondamentale, la gentilezza amorevole o Hezed, della cultura ebraica e della Kabalà.

venerdì 19 aprile 2013

Un alito di vento

<<L'amore entra in casa tua con la freschezza e la delicatezza di un soffio di vento, la riempie di fraganza e la ravviva, rimane il tempo concessogli dall'esistenza e poi se ne va. non cercare di chiudere tutte le porte, o quella stessa brezza diventerà soffocante, stantìa.
Nella vita tutto cambia e il cambiamento è splendido: ti arricchisce sempre di più di esperienza, amplia la consapevolezza, accresce la maturità.>>
Osho

Me ne devo ricordare, di questo. Quanto è vero, quanto fa male. L'amore entra, ti travolge, ti devasta, ti porta via, ti ossigena... e poi quando vuole, quando è l'ora va via... tu puoi solo aspettare di nuovo, lasciare la finestra aperta. Lasciarlo andare, lasciarlo tornare. Non comandi tu, certo che no. e ogni volta, sarà felicità, sarà dolore, sarà amore.

sabato 6 aprile 2013

Osho docet #1 Liberarsi dai genitori


Non starò qui a fare il commento tanto meno il riassunto del libro che sto leggendo, ma certi passaggi, quelli che fanno scattare il click del meccanismo, vanno evidenziati. E.. track! , neanche sono a pagina 15 che subito iniziano le cose scomode: liberarsi dei genitori. È il primo passaggio che il mistico indica per iniziare a sviluppare consapevolezza dell’amore come sentimento puro, votato al dare e non al ricevere.

I nostri genitori ci hanno messo al mondo con le migliori intenzioni, ci hanno cresciuto “volendoci bene”, ma alla fine, per essere delle persone libere e capaci di amare, noi dobbiamo liberarcene. Perché è fottutamente vero che tantissime nostre azioni ricalcano i loro modi di fare, quello che loro avrebbero voluto che noi facessimo, quello che loro avrebbero fatto al nostro posto, quello che gli abbiamo visto fare quando eravamo piccoli. Inconsapevolmente loro ci hanno “formato” a loro immagine e già facendo così, inconsapevolmente ci hanno fatto del male, ci hanno impedito di crescere e di manifestare la nostra personalità. Non ho letto né Freud né Jung, e sull’argomento ce ne sono scritte e dette e fatte di cose, complessi e malattie ecc. ecc. sul rapporto genitori-figli… non è che Osho ha fatto la scoperta dell’acqua calda… è che ne parla così, senza preamboli, fronzoli o paranoie varie: liberati dei tuoi genitori, dalla forma mentis che inconsapevolmente ti hanno trasmesso. Quando ti accorgi di star facendo qualcosa non tanto per tua scelta, quanto per l’abitudine di farla così come ti hanno insegnato loro. I  genitori agiscono e poco alla volta sottraggono la tua capacità di amare che hai in modo innaturale in te quando sei un neonato, un bambino, un ragazzino. Non lo fanno per cattiveria ma lo fanno perché anche loro hanno imparato questo. e noi lo facciamo a nostra volta con i nostri figli. Cito:




<<Cancellali… e rimarrai sorspreso: se ti liberi dai genitori presenti all’interno nel tuo essere, diventi libero. Per la prima volta proverai compassione per i tuoi genitori, altrimenti no, rimarrai pieno di risentimento.>>


Ecco, ci ho pensato su ed è tutto esattamente e perfettamente così. (brivido...). No che non me ne fossi mai accorta, ma non avevo mai collegato il fatto che questo “insegnamento” trasmesso, molte volte ha prodotto effetti “restrittivi” piuttosto che dato nuove possibilità in genere. Paure, dubbi, sfiducia…

Mi è balenata una frase terribile, che mi disse una volta mio padre, quando cercava di arginare i miei slanci adolescenziali volti alla totale conquista del mondo (ahahaha!)… <Ricordati che chi ti vuole bene, spesso ti deve far soffrire!>. E io, giù di invettive. Poi, forse per un po’ di tempo ci ho creduto. Adesso mi rendo conto di quanto sia difficile fare il genitore, di quanta responsabilità si ha nel dare l’esempio, di quanto sia assolutamente di comodo una frase del genere.